Il mercato dei domini: non solo compravendita ma generazione di revenue. Case history e modelli di revenue possibili.

Alessandro Giagnoli
MovingUp Srl

Sabato 2 Dicembre dalle 15:50 alle 16:35

Sala SEO

Ogni giorno scadono centinaia di domini, alcuni hanno grandissime potenzialità in base all'exact match altri in base al loro storico. Da ognuno di essi è possibile generare revenue sviluppandoli low cost, pianificando un progetto duraturo o rivendendoli nell'after market.

Gli Appunti degli esperti


I consigli di Alessandro possono essere chiaramente usati per valutare la bontà di qualsiasi dominio (non solo quelli in scadenza) e quindi, ad esempio, sono buona pratica per valutare la bontà o meno dei backlinks.

Quello che posso suggerire è di valutare anche la storicità tematica del dominio, andando a verificare su https://archive.org/ che non sia passato troppo di mano e soprattutto il tema (argomento) del sito non sia cambiato nel tempo, altrimenti la storicità parte dal momento in cui è stato cambiato l'ultima volta il "tema/topic".

Michele De Capitani


Curiosità
Scadono 1000 domini .it ogni giorno.
prestiti.it è stato venduto a € 190.000
giochi.it è stato venduto a € 300.000

L'acquisto di domini è un'ottima strategia per fare linkbuilding, come:

cercare domini che stanno per scadere con tool tipo match.it
verificare che abbiano un profilo pulito di backlink
recuperare i vecchi contenuti grazie a Archive.org, scriverli da nuovo o utilizzare gli Open data
inserire i link ai siti che voglioamo spingere

Michele Baldoni


Da un punto di vista SEO, l'acquisizione di domini scaduti, con una storia e una link building pregressa ha come fondamentale vantaggio quello di espandere il proprio asset con siti internet che sono estremamente distanti tra loro nel grafo del web; tradotto, si hanno siti con cui spingere se stessi / i propri clienti con possibilità zero che tali risorse vengano associate e flaggate come network.

Qualche appunto che ho preso durante lo speech.

Innanzitutto mi sento di dare due consigli, diciamo "pratici". Il primo dei quali non c'entra assolutamente nulla con la SEO, ma di questi tempi può essere un vero e proprio salvavita.

1. EVITARE DI ACQUISTARE SITI SCADUTI CHE ERANO DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE CONNESSI AD ATTIVITA' POLITICHE (il caps lock è voluto) 

Per sito direttamente connesso intendo ad esempio:

  • il sito di un politico che è stato fatto scadere a campagna terminata
  • il sito  di un gruppo o di simpatizzanti un determinato movimento politico

Per sito indirettamente connesso intendo:

  • sito legato ad un evento politico
  • sito legato ad una campagna politica (es: sensibilizzazione ad un dato argomento promosso da una parte politica)

Perché?

Perché è in atto, da svariati mesi, una campagna contro le cosiddette "fake news", portata avanti dal Presidente della Camera dei Deputati Boldrini insieme a superconsulenti come Paolo Attivissimo e David Puente. Giusta e sacrosanta. Ma questo è quanto sta avvenendo in superficie. E' recente, e tutt'ora nel vivo, la gogna mediatica a danno di direttanews24 e inews24, il cui network è stato scoperchiato da Buzzfeed, amplificata in Italia da Attivissimo e altri debunker e di fatto bollata come spazzatura di propaganda politica, al pari di una centrale di fake news.

Si può essere d'accordo o meno, ma nell'eventualità neanche troppo remota che questo sia l'inizio di una sorta di caccia alle streghe sui titolari di siti di stampo politico, a meno che non si abbiano le spalle sufficientemente larghe, eviterei di avvicinarmi a quel mondo per il momento. Specie se lo si fa, ingenuamente, per fini SEO e non realmente politici. 

Ripeto, è un appunto NON SEO, ma proprio perché siamo SEO, di norma gente tranquilla, se c'è la possibilità di evitare potenziali guai più grossi di noi... cogliamola.

2. OCCHIO A COME SI MONETIZZANO i domini ripristinati

Adsense: in determinati casi, come quello portato allo speech, può essere discretamente profittevole. Ma, in caso di acquisti multipli (scelta consigliata, per avere un arsenale più forte) usare il proprio adsense su più siti può tradirne la medesima titolarità e vanificare quelle piccole accortezze (whois nascosto, IP diversi, no interlinkaggio tra i vari domini) che si sono usate per mantenersi under the radar

Vendita di link: se si riesce a vendere link sul dominio acquistato, ottimo, significa che ci si è ritrovati per le mani un signor sito. Ma se si opta per questo modello di monetizzazione, è importante resistere alla tentazione di linkare i propri siti e/o quelli dei clienti. Tentazione che è tanto più forte quanto è la potenza dell'asset che si sta gestendo.

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Il "RESET" dell'anzianità del dominio.

L'argomento è controverso perché, come molte delle cose legate alla SEO, non sono una scienza esatta per chi non ha fisicamente in mano le chiavi del motore di ricerca. Al di là del fatto che anche un semplice cambio di WHOIS (parlo di domini internazionali, non geografici) ha spesso portato a temporanei drop dei progetti che seguo, fenomeni attenuati dal fatto che non c'era soluzione di continuità nella disponibilità dei contenuti, il fenomeno del reset post scadenza e nuova assegnazione è frequente perché vengono sballati proprio quei parametri storici che attengono alla reputazione di un dominio e dei contenuti ad esso associati.

La primissima cosa da fare, una volta adocchiato un dominio papabile è un reverse whois per scoprire quante volte, nella sua esistenza, il dominio ha cambiato titolare. Troppi cambi (es: uno o più all'anno) è male.
La seconda è verificare di quanti documenti era composto il sito nella sua precedente incarnazione. Un'idea spannometrica ce la si può fare con la wayback machine. Chiaro, se su un dominio cui erano associate 1000 pagine web, salviamo solo quelle che ricevono link dall'esterno e ci dimentichiamo delle altre, creando alla fine un sitarello di 10 pagine, il reset ce lo stiamo andando a cercare. 
La terza, e anche in questo ci viene in soccorso la wayback machine, è vedere quante volte il topic del sito è cambiato durante la sua esistenza.

In buona sostanza, quel "reset" che tutti temono attiene a quei fattori che porterebbero ad un decadimento del ranking anche in siti perfettamente attivi: cambio whois, drop significativo del numero di pagine web, frequente cambio di topic del sito. Aggiungo: prolungato offline del sito, se il sito è scaduto da un bel pezzo e perdita di inbound link se i webmaster linkanti si sono accorti del cambio titolare.

Se su domini geografici (it, es, ru...) questo azzeramento causato dal whois pare essere scarso / nullo è perché Google, a differenza delle tld internazionali, non ha accesso automatico ai vari NIC nazionali. 

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Nello speech, in modo estremamente corretto, viene dato il fondamentale suggerimento di salvare la deep linking con la redirect 301, che redireziona il documento precedentemente linkato ad un documento ex novo oppure alla home. Essendo però da qualche anno molto ridimensionato il "juice" che passa attraverso la 301, il mio consiglio, se se ne ha la possibilità (volere = potere), è, almeno per salvare i link più forti, di ricreare un documento con il medesimo URL precedentemente linkato, evitando redirezioni.

In wordpress, si può usare un plugin come "Custom Permalinks" (cfr: https://wordpress.org/plugins/custom-permalinks/ ) per ricreare pari pari l'URL precedentemente linkato. Oppure, più semplicemente, creare una pagina statica html, il cui URL sia identico alla pagina precedentemente linkata.

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Must-Have Tool

Per trovare domini scaduti suggerisco Domain Hunter Gatherer (cfr: https://domainhuntergatherer.com/ ), applicazione professionale, trial disponibile. Molto affidabile su tld internazionali, ma trova anche un sacco di .IT, EU ecc., fa già nativamente una iniziale scrematura della spazzatura basandosi sui dati di MOZ. 

Di buono ha, inoltre, la possibilità di settare siti seed da cui partire (partendo da wikipedia, il mio seed preferito, si trovano un sacco di siti ufficiali e istituzionali scaduti).

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In ultima istanza, un buon tool di hunting non esime il SEO dal dover effettuare sul singolo dominio i controlli "tecnici" elencati durante lo speech, i controlli ulteriori da me suggeriti e, soprattutto, applicare due o tre mani di buon senso:

  • se un dominio sembra buono ma è scaduto da 3-4 mesi e nessuno lo ha rinnovato o acquistato un motivo c'è per forza. C'è sempre, magari sfugge ad ogni analisi, ma se un dominio che moz, semrush, ahrefs ecc sembrano urlarti: "Compralo subito", ma è scaduto in tempi remoti, lascia perdere. 
  • se un dominio sembra buono ma è esplicitamente attinente ad un brand, un'organizzazione tutt'ora in attività ecc, è un dominio che va maneggiato con estrema cura: se si mettono sopra contenuti simili ma insospettabili si rischia la progressiva perdita di link (o il temuto reset), se si mettono contenuti identici al dominio precedente si rischia il copyright infringment. Che magari non porta ad un aula di tribunale, ma un report presso il proprio register, hoster, o anche Google sì, è decisamente plausibile.

Cordialmente,
Stuart

 

Stuart Delta