Search Marketing Blog

Parlando con le Web Agency Italiane

torna alla home del blog


L'intervista ai CEO e CTO di 5 Web Agency italiane. Intervistati da Mauro Lupi durante la prima giornata del Convegno, Cesarino Morellato di SEMS, Simone Rinzivillo per Mamadigital, Claudio Vaccaro di BizUp, Massimo Boraso per Boraso.com, Salvatore Cariello di SEMBOX, Nicola Tanzini con InTarget Group.

di Matteo Aldamonte
in Interviste

Cesarino Morellato, Simone Rinzivillo, Claudio Vaccaro, Massimo Boraso, Salvatore Cariello, Nicola Tanzini chiudono la prima giornata del Convegno Nazionale sul Search Marketing. Un'intervista moderata da Mauro Lupi. Sei domande per scoprire il lato business-oriented del Search Marketing.

A moderare il tutto Mauro Lupi. Ecco com'è andata.

1. Con quale ruolo e occasione hai cominciato a lavorare nel Web Marketing?

Cesarino Morellato (SEMS): Ho cominciato con "Contenuti Imprese" e poi continuato con imprese in tutte le regioni, poi sulle città. Poi ho fatto PMI, questi progetti necessitavano di essere visibili, ho acquistato un servizio SEO ed ho iniziato a interesarmi direttamente. In Italia ho acquisito un mio competitor nel 2006, la società l'ho ceduta ad una multinazionale nel 2010, sono uscito e ora, dopo un po' di anni di consulenza, sono rientrato ora in SEMS.

Claudio Vaccaro (BizUp): Ho iniziato nel 2001 come sistemista per mail di Libero. Poi sono passato a progetti all'interno di Libero, successivamente sono stato in Populis per lo sviluppo di una piattaforma di cloudsourcing e con Monari e Serravezza abbiamo creato BizUp. Siamo cresciuti, anche con un po' di vertigine: siamo 30 ora e speriamo di continuare così, siamo molto contenti della scelta imprenditoriale fatta.

Salvatore Cariello (SEMBOX): Ho iniziato all'epoca dei tanti motori di ricerca, quando si faceva arbitraggio sul SEM. Ci si viveva bene tempo fa. Quando sono arrivato a Milano ho scoperto che l'approccio da agenzia e da consulente è molto positivo. In seguito sono passato in SEMBOX, dove sono attualmente.

2. Cosa ti ha spinto a creare qualcosa di tuo, oltre alle aspettative economiche?

Simone Rinzivillo (Mamadigital): Mi ha spinto la voglia di realizzare un progetto e portarlo avanti con un approccio entusiasmante, impegnativo, stancante. Lo rifarei, riprenderei la stessa decisione del 2007 di partire e sono molto soddisfatto di proseguire su questa strada.

Vaccaro: Vengo da una carriera fallita di cantante rapper... l'esperienza mi era piaciuta per il fatto di creare un progetto insieme. La motivazione degli imprenditori, a mio avviso, spesso non è economica. Per me non è stato così. Penso che la cosa più bella in questo senso sia di sviluppare un progetto insieme e creare un team di lavoro. Spingo sempre su questo punto coi miei soci: si diventa così quasi una famiglia, è un viaggio che si fa insieme. Il consiglio è di trovarsi i partner giusti e io stesso devo molto ai miei.

Nicola Tanzini (InTarget Group): Prima di fare l'imprenditore ho fatto il manager per diversi anni nel marketing di tipo diretto. Poi mi capitò l'occasione di guidare un progetto editoriale italiano sul mercato tedesco, negli anni di inizio del web: ho avuto modo di conoscere i motori di ricerca, andando a studiare le realtà editoriale degli USA. Incontrai un gruppo di lavoro nell'Università di Pisa, dal quale si staccò il gruppo che ha creato Arianna e il motore di ricerca di Tiscali. Incontrate queste persona, nacque l'idea di lanciare un'agenzia che si occupasse di posizionamento sui motori di ricerca nel 2001. La voglia di provare un'avventura che potesse mettere in discussione l'esperienza acquisita è stata alla base di quella scelta.

3. Pensi che il business di una SEO-Agency che operi nel mercato italiano sia scalabile?

Massimo Boraso (Boraso.com): Sì, c'è la possibilità. Se parliamo di SEO Agency, ci sono esempi in Italia di aziende che hanno scalato vendendo un prodotto. C'è una grossa difficoltà di andare oltre un certo numero di persone in agenzia. Noi siamo in mezzo a quella soglia (30 dipendenti ndr), però credo sia anche importante non concentrarsi solo sul numero delle persone. Siamo tutti bravi a dire, siamo 10, 20 o 30, penso che col tempo le nostre agenzie si struttureranno meglio, anche in Italia.

Tanzini: L'esperienza che posso portare è che superare la soglia dei 30 dipendenti è stato un percorso difficile. In questo settore la grande criticità noi l'abbiamo avuta nel trovare persone competenti, e così abbiamo lavorato sulla formazione di persone giovani. Io tendenzialmente ho cercato di circondarmi di persone migliori di me, ed oggi ho la fortuna di avere attorno un gruppo di manager ai quali ho delegato le varie aree di responsabilità e quindi oggi ho la possibilità di guardare avanti grazie a questo. Ho anche cercato di non dimenticare che per crescere bisogna investire molto sulle persone. Si fanno molti sbagli in questo, ma abbiamo cercato di lavorare moltissimo su questo piano e per poter garantire qualità, cerchiamo appunto di lavorare tantissimo su coloro che lavorano con noi, sulla loro crescita umana e professionale.

4. Qual è la tua domanda preferita ad un colloquio di lavoro?

Morellato: "Perché vuoi venire a lavorare in SEMS?" Noi abbiamo quattro team, io credo perché vuoi lavorare in questo settore. La persona deve trasmettermi passione, è impossibile fare il SEO come lavoro. Non stiamo lavorando: è una cosa che ci piace, e ci pagano pure. Quest'anno ho dovuto rifare tutti i team ed è stato molto affascinante ricostruirli da zero e la cosa fondamentale su cui punto sempre è il "perché".

Rinzivillo: Non c'è una domanda preferita, perché naturalmente cambiano a seconda dei contesti. Diciamo in realtà come PMI, quello che mi preme è cercare di capire come la persona riesce a calarsi nell'ambiente di lavoro. Il feeling con le persone è importante. La domanda dipende certamente dal ruolo, se cerchiamo una professionalità tecnica o meno. Comunque il primo step è cercare di capire se la persona è inseribile nel team.

Boraso: Premesso che attualmente non mi occupo io dei colloqui, guardo comunque la passione, aldilà della posizione. Deve avere la passione. Poi sono tante le domande, una che utilizzo e che mette in difficoltà è "quanto guadagni?". È una domanda che permette di analizzare a livello psicologico, comportamentale il passato, il presente e il futuro della persona. Capisci da lì se la persona è contenta, cosa vuole fare. Bisogna essere bravi ad analizzare anche la risposta, non solo a fare la domanda.

5. Qual è il punto di svolta per un'azienda che decide di investire sul Mobile?

Morellato: C'è chi - pochi - consulta i dati, le analisi e si rende effettivamente conto che è ora di passare al Mobile. Ahimè, però, molti si accodano al concorrente. Quando lo fa il concorrente, lo fanno loro.

Cariello: Il Mobile è un elemento cruciale se lo si fa diventare cruciale. A mio avviso stiamo facendo lo stesso errore fatto nel passaggio dal cartaceo al digitale. Ora stiamo portando quello che c'è sul Web e portarlo sul Mobile. Quindi il Mobile come volume di visite e contatti è già strategico, se non lo si usa come una mera declinazione del desktop. Devi dire altre cose, in altro modo e in un momento diverso.

6. Quanto oggi i due canali, Search e Social, vengono usati e contemplati insieme negli investimenti per le campagne online?

Rinzivillo: L'approccio è di integrazione. Quello che abbiamo visto coi nostri clienti, sui Social c'è un approccio più maturo: meno attenzione all'aspetto quantitativo, ma più attenzione a ciò che queste piattaforme può portare in termini di benefici, performance, vendite.

Vaccaro: Noi la leva che unisce Search e Social l'abbiamo visto nelle pubbliche relazioni digitali. Ovvio che non è facile, ma si può fare. L'agenzia di Web Marketing si trova spesso ad avere a che fare con interlocutori diversi di una stessa azienda, uno stesso cliente, che hanno convinzioni differenti su Social e Search. E poi ci sono alcune realtà aziendali alle quali riesci a mostrare entrambi i benefici, e quelle sono per noi un po'... il Nirvana.


Condividi sui social network