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Tra Presente e Futuro del Search Marketing: Interviste agli Esperti Italiani #6

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Edizione 2014, la 9^ del Convegno Nazionale sul Search Marketing. Rispettiamo le tradizioni anche quest'anno: secondo appuntamento con le interviste ai relatori dell'evento in programma il 19-20 Dicembre prossimi a Milano.

di Matteo Aldamonte
in Interviste

Il Convegno Nazionale sul Search Marketing attraverso le parole degli esperti che, il 19-20 Dicembre prossimi, saranno a Milano.

Anche quest'anno, in occasione della nona edizione, diamo la parola ai relatori dell'evento. È la pubblicazione #6, con noi Paolo Dello Vicario e Alessandro Martin. Cosa riguarderà il loro intervento? Date un'occhiata al programma per saperne di più.

Anche il 2014 della SEO se n'è andato. A tuo avviso com'è cambiata la percezione dei clienti, delle aziende verso questo settore negli anni? Come le aziende vedono gli investimenti nel Search Marketing?

​DELLO VICARIO: Mi sembra si sia acquisita finalmente consapevolezza del tipo di lavoro che viene fatto. A fronte di tantissima disinformazione che si ha in molte piccole imprese/attività che si avvicinano oggi al web si ha anche una buona consapevolezza della complessità del canale search e di quanto possa essere utile investire in questo senso.
Insomma, mi sembra che si stia assistendo a una naturale fase di assestamento del settore per le fasce alte di mercato. C'è chi è scottato e se ne è totalmente allontanato, ma gran parte delle aziende continua a percepirne le potenzialità e ad affrontarlo in modo sempre più serio. Inoltre mi sembra che ci sia anche un progressivo avvicinamento fra le SEO Agency italiane e i reparti marketing, si inizia a parlare la stessa lingua.
Penso che oggi siano vincenti le SEO Agency che riescono contemporaneamente a "dialogare" con i reparti di marketing tradizionale e a mantenere un approccio alla SEO che non sia distaccato dal web; ne vengono tagliate fuori tutte le agency di "smanettoni" o di estrazione troppo classica, troppo lontana dal canale su cui vanno a lavorare (per due motivi totalmente diversi ovviamente)
MARTIN: Se da un lato è cresciuta la consapevolezza del canale organico come un importante veicolo di traffico e guadagni dall'altro rimangono, soprattutto per i grossi brand, tante opportunità non sfruttate e soldi sprecati. Questo è dovuto ad una sostanziale mancanza di un approccio moderno non tanto alla SEO quanto al marketing digitale. Nelle alte sfere non si fa altro che parlare di "data driven" e "big data" ma ancora troppo pochi hanno un sistema di web analytics configurato come si deve. Altri invece continuano ad investire in digitale nello stesso modo con cui investono in TV. In questo scenario vincerà chi avrà cominciato prima ad accumulare il bene più importante nel marketing digitale: uno storico di dati.
D'altra parte chi fa un business che dipende davvero dai risultati sul Web, e guarda i numeri invece che il proprio ombelico, cerca di internalizzare la SEO - se può permetterselo - perché capisce che una attività così vitale per il business non può essere appaltata esternamente.

invece nel modo di fare SEO cosa è cambiato in questi anni? Quali sono state le variazioni d'approccio a questi temi che secondo te hanno segnato il settore?

DELLO VICARIOContinuo a credere che il cambiamento fondamentale sia questo progressivo avvicinamento al marketing, trascinata sia da una necessità da parte delle grandi aziende, sia da un reale cambiamento algoritmico che rende la SEO sempre più complessa e richiede al professionista di analizzare a fondo lo user intent che c'è dietro ogni ricerca e pianificare campagne che non si limitino al piazzamento semi-automatico di link o alla scelta quasi automatica di keyword.
E la cosa stupenda secondo me è che in questo modo si sta lasciando sempre più spazio all'automazione per tutta una serie di attività banali, spostando il ruolo del SEO sulla pianificazione strategica, l'analisi del codice e della struttura a livello macroscopico e la gestione delle relazioni.
MARTIN: Personalmente faccio sempre più fatica a pensare - e quindi a proporre - la SEO come una attività solitaria. Ottimizzare una pagina sapendo che non convertirà mai, nemmeno mettendo dei soldi in mano al visitatore è frustrante e mi fa anche un po' tristezza. C'è un mondo di cose divertenti da fare sul Web e la SEO è solo una di queste! Se non avete mai fatto A/B testing non potete capire, è una fottuta droga!

Cose (novità, annunci, cambiamenti) che hanno segnato il 2014 della SEO: ne scegli 2?

DELLO VICARIOHo visto veramente Penguin. Penso sia la vera, grande notizia. Fino a quest'anno pensavo che le penalizzazioni fossero leggenda; nel 2014 ho visto invece che Google ha iniziato a far valere davvero la negative SEO, anche esagerando spesso e volentieri (mi sono arrivate non poche segnalazioni di link non naturali.. che invece erano più che naturali).
Altra cosa: l'authorship. E come mi aspettavo si è smesso (purtroppo) di parlare di Author Rank, importanza dell'autore e della persona, quando secondo me invece bisogna parlarne e tenere ben scollegate le due cose. La dismissione dell'authorship segna un passo avanti e non un passo indietro a mio parere: il fatto che il metatag keyword non valesse più ha forse eliminato il concetto di keyword in passato? Allora perché il fatto che Google non abbia più bisogno dell'authorship elimina il concetto di autore?
MARTINSe son successe due cose davvero importanti nella SEO nel 2014, ma importanti-importanti, di quelle che spostano il fatturato di una azienda, io me me le sono perse. Sarò stato distratto.

In un tweet: perché partecipare al 9° Convegno GT?

Occasione di confronto vero, di aggiornamento. Un modo per lavorare senza stare chiusi in una scatola.
La SEO è un piacere, se non converte che piacere è? #convegnogt

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