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Il Search Marketing: cosa è stato e cosa sarà. Intervista a Gianluca Fiorelli

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Per questa 10 ° edizione del Convegno GT, ora Search Marketing Connect, abbiamo chiesto ai professionisti italiani di fare il punto sul Search Marketing, in attesa di rivederli i prossimi 20 e 21 novembre a Milano.

di Beatrice Niciarelli
in Interviste

Il Search Marketing Connect attraverso le parole degli esperti che, il 20-21 Novembre prossimi, saranno a Milano.

Anche quest'anno, in occasione della decima edizione, la parola va ai relatori dell'evento. È la pubblicazione #2, con noi Gianluca Fiorelli.  Se volete sapere di più sui loro interventi, date un'occhiata al programma per saperne di più.

Il 2015 sta per concludersi. Dal punto di vista del Search Marketing, cosa è cambiato e cosa, invece, è ancora ben solido nel panorama italiano?

Il mercato delle PMI negli ultimi anni è cambiato notevolmente. Molti imprenditori cominciano ad essere più consapevoli che nel web non serve “fare tanto” ma piuttosto “fare bene”.

Personalmente non credo che esistano enormi differenze tra il panorama SEO italiano e quello degli altri paesi europei, mentre sì con gli Stati Uniti, perché sappiamo che Google tende a presentare/sperimentare alcune novità prima solo in Google.com e nel mercato nord americano. Quello che è facile dire è cosa non è cambiato: l'importanza della link building per portare al successo un sito web nei risultati organici. È certo che l'algoritmo di Google è molto più complesso oggi che solo pochi anni fa, e che i fattori di ranking e essi si influenzano tra di loro è diventato una specie di Sudoku ancor più complesso, ma nonostante tutto i buoni vecchi link ancora pesano e molto, e ottenerli è diventato ancor più difficile:

  • I siti news italiani continuano ad accreditare con un link i siti web, da cui spesso prendono "ispirazione";
  • I bloggers, anche per una malsana e insulsa fama come esponenti di un nuovo giornalismo, sono diventati spocchiosamente vanitosi e superbi, cosicché pretendono ricompense da star (che non sono);
  • Le tattiche che erano cattive tre, cinque o dieci anni fa, lo sono anche adesso;
  • Le tattiche che erano buone sono state così sfruttate dai SEO, che sono diventate opzioni di grande rischio.
  • Infine, perché è stato ormai dimostrato che quello che funziona in canali come le reti sociali non funziona come generatore di links.

Tra le cose che sono cambiate (e sono molte), mi piace soprattutto aver notato come il concetto di SEO come canale integrato e sinergico con tutti gli altri canali del marketing web sia ormai diventato un concetto comunemente accettato e, soprattutto, messo in pratica. Da molti anni io parlo di Inbound Marketing - inteso come strategia che vede l'uso contemporaneo di SEO, Social, Content e Analitica Web - come il vero e forse unico modo con cui i professionisti del web marketing possono realmente pensare di affrontare il futuro con sicurezza e prospettiva di crescimento.

Cosa dobbiamo aspettarci nel 2016 dal punto di vista del Search Marketing?

Dopo tanti anni di lavoro nella SEO, l'unica cosa certa che ho appreso è che quasi impossibile fare delle previsioni. L'unica cosa che possiamo fare è analizzare la realtà quotidiana, comprendere la possibile evoluzione dei trend attuali e, quindi, cercare di inferire come i grandi attori - Google, ma anche Facebook, Bing, Amazon... - si comporteranno. Se seguiamo questo metodo, allora possiamo pensare con un certo grado di certezza che:

  • Penguin e Panda passeranno da algoritmi sostanzialmente separati dall'algoritmo generale, e che interagiscono con esso "a comando", ad algoritmi al 100% attivi al suo interno;
  • L'uso del Machine e Deep Learning nell'evoluzione dell'algoritmo assumerà un peso sempre più grande;
  • La personalizzazione, non solo a livello di risultati di ricerca ma anche di esperienza degli utenti a livello di siti web, sarà lo stato di default nel marketing web. Il concetto di "risultato neutrale" e anche di "sito uguale per tutti" diventerà residuale;
  • A livello di specializzazione, il 2016 - anche alla vista della maggiore maturità digitale delle aziende piccole e medie e della (timida) ripresa economica - potrebbe essere l'anno in cui la SEO Internazionale possa diventare la specializzazione più richiesta;
  • Il 2016 potrebbe essere l'anno che Facebook, dopo molti esperimenti, finalmente lanci un vero e proprio motore di ricerca capace di competere con Google, come già i suoi ads stanno lottando alla pari con AdWords.

Parlaci nei dettagli del tuo intervento per il Search Marketing Connect.

Al Search Marketing Connect presento un seminario in cui parlerò della relazione tra SEO, Content Marketing e Content Strategy, con la speranza che alla fine gli spettatori si possano portare a casa alcuni concetti strategici e alcune idee tattiche come, per esempio:

  • Che l'unico "Re" nel marketing web è l'Utente, non i contenuti o i link o qualsiasi cosa il guru di turno s'inventa;
  • Che Content Marketing e SEO sono come le due facce di una stessa moneta, che l'uno non può fare a meno dell'altro e che - usando una metafora - la somma di queste due singole discipline non è 2 ma 3;
  • Che non si può pensare ad avere successo con i nostri contenuti se non si pensa prima all'infrastruttura tecnologica necessaria alla loro produzione;
  • Che content non è sinonimo di formato. Magari pensiamo che le infografiche hanno successo perché sono infografiche, quando invece sono i dati rappresentati in quel formato la causa del successo;
  • Che si parla molto di Content Marketing anche come strategia per fare campagne di link building di successo, e ci si dimentica che il primo Content Marketing inizia nel nostro sito, nelle schede prodotto dei nostri ecommerce, nelle schede del nostro portale inmobiliario o nella sezione "Chi siamo" dei nostri siti. In questo senso, il mio seminario è l'ideale supporto teorico al Work Shop che Marco Quadrella presenterà con tema il Content Audit.

Il Search Marketing Connect sarà... (diccelo in 140 caratteri!).

Il #SMConnect è apprendere divertendosi in una due giorni di pura vida.

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