Gli HOT TOPICS della SEO - 2018 edition

By Search Marketing Connect

Seleziona e naviga tra le categorie di domande alle quali gli esperti hanno risposto


Introduzione


Un'indagine divisa in 6 categorie (ottimizzazione pagina, ottimizzazione generale, verticali, contenuti, popolarità, miti SEO) andrà a fare un punto della situazione attuale.

Abbiamo posto 49 domande agli esperti e gli abbiamo chiesto di darci un voto. Classifica e idee sui modi di lavorare in ogni singolo aspetto della SEO.
La SEO è una materia molto complessa: i cambiamenti giornalieri, la competitività, gli algoritmi indecifrabili. Nessuno sa come funziona un motore di ricerca.



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1 - Ottimizzazione Pagina



La creazione di un titolo puramente SEO

Ovvero un titolo che contiene esclusivamente la chiave e il nome del brand

"Esclusivamente" implica che il titolo verrà fuori limitato, privo di elementi motivanti al click.

Enrico Altavilla - Voto 1

Dipende dal settore ma non la trovo più tanto rilevante; è anche difficile fare reverse engineering ma in certi casi accorciare il title funziona ancora.

Giuseppe Pastore - Voto 3

Si ci sto lavorando ma in ottica di "SEO automation" ovvero cerco, tramite la collaborazione degli sviluppatori, di instaurare degli automatismi per generare in automatico pagine ottimizzate con il relativo scopo, ovvero che contengano chiave di prodotto/servizio o brand, ovviamente contestualizzate al contenuto.

William Sbarzaglia - Voto 4

La creazione di un titolo SEO e Accattivante

Ovvero la ricerca di un titolo che oltre a contenere la chiave sia anche fatto per gli utenti, cercando di attirare l'attenzione del lettore

Il titolo incide in maniera determinante sia sul posizionamento che sul CTR. Probabilmente è il singolo fattore "on-site" più influente sulla buona riuscita di un'attività SEO.

Marco Quadrella - Voto 5

Attirare l'attenzione è un termine che nel web di oggi è interpretato in malo modo. Viviamo contesti dove il copy, le immagini ed i video, attirano la nostra attenzione, ma spesso si rivelano contenuti inutili, fuorvianti o addirittura dannosi. C'è da lavorare ancora molto da questo punto di vista. Per un cliente ho fatto scrivere Titoli di articoli Blog dagli utilizzatori, cioè dai fruitori e lettori, ho imparato cose interessanti. Lo consiglio

Stefano Salvadori - Voto 5

Il mix di questi elementi, il centrare davvero cosa ha l'utente in mente, è fondamentale. Si possono ottenere più risultati lavorando in questo modo che non in altri. Tra i vari casi di studio ci è anche capitato di avere più in alto brand molto conosciuti per la chiave cercata, ma di ottenere il 55% di CTR da un risultato posizionato secondo perché contiene esattamente quello che cercava l'utente nella sua espansione della query.

Giorgio Taverniti - Voto 5

La distribuzione delle chiavi negli Hx

Gli headings, cioè le intestazioni tag H1, H2, H3 ecc. migliorano notevolmente la leggibilità di un testo online. Utilizzare delle parole chiave negli headings aumenta la pertinenza del testo per il motore di ricerca.

Sono meno purista di molti altri SEO. Lo considero relativamente importante solo per l’H1. Negli altri casi sono più “libero”, e considero più opportuno lasciare maggiore libertà creativa su writers, lasciando loro la libertà di usare la kw in modo non esatto o di servirsi di sinonimi

Gianluca Fiorelli - Voto 3

Il titolo H1 è un caso particolare: dò indicazione sia la parte iniziale del title (che di solito contiene anche la chiave o un sinonimo), senza brand che appare solo nel title. C'è chi lo considera uno spreco, ma semplifica molto il lavoro ai copywriter - tra l'altro è l'impostazione normale del CMS - e il title non essendo visibiile a copyrighter e owner se non è composto in parte dall'H1 nel tempo con la manutenzione della pagina tende a essere dimenticato e non riflettere più il messaggio desiderato. Di solito per i titoli H2/H6 dò inidicazione ai copywriter di usarli per gestire una scaletta di argomenti correlati che rispondano a domande come/dove/quando/quanto/etc...

Federico Sasso - Voto 2

Migliora la pertinenza a patto che non sia una ripetizione uguale o simile del tag title. Se così fosse e considerando anche un url parlante e un testo verosimilmente ottimizzato il rischio che tutto questo possa portare a una sovraottimizzazione è più probabile.

Mariachiara Marsella - Voto 5

La distribuzione delle chiavi nei tag HTML (bold, underline e simili)

Usare i tag HTML < strong >, < u > ed < i > aumenta la leggibilità di un testo online. Utilizzare questi tag in associazione con le parole chiave può migliorare l'esperienza dei vostri utenti sul sito.

Ho osservato i SEO abusare di neretti e altri tipi di enfasi per mettere in primo piano *esclusivamente* la parola chiave e suoi sinonimi. Questo approccio rende la lettura del testo più difficile e per andare incontro agli obiettivi di usabilità, sarebbe opportuno dare enfasi a parole che aiutino e motivino l'utente a continuare la lettura.

Enrico Altavilla - Voto 1

Evidenziare le sole kw con il bold è pratica che non consiglio mai, è da preferire frasi o porzioni di queste con senso compiuto da evidenziare per agevolare il lettore. Suggerisco sempre di pensare ad un testo dove andando a leggere i soli bold, in un'ipotetica S che possa fare lo sguardo, si riesca a capire il succo del contenuto; quindi poi l'utente da questo valuterà se effettivamente è opportuno procedere alla lettura completa.

Claudio Fiorentino - Voto 4

Lavoro molto anche sulle enfasi di un contenuto che arricchisco con grassetti, corsivi, punti elenco ma solo per migliorare la leggibilità del contenuto quasi mai per enfatizzare la Keyword

Maurizio Palermo - Voto 4

La presenza della chiave nell'URL

Gli URL "SEO-Friendly" o "parlanti", permettono di inserire delle parole chiave all'interno degli indirizzi, aumentandone la rilevanza in SERP.

la fruizione dei contenuti è sempre + veloce, ed anche la lettura dei risultati in serp, ottimizzare le url è sempre stato utile, facilitava l'interpretazione e l'esperienza dell'utente. Oggi sta cambiando molto l'utilizzo di internet e gli strumenti di connessione, basti pensare al mobile dove queste url non sono visualizzate per motivi di spazio/schermo. Sono sempre utili?

Stefano Salvadori - Voto 3

Importanti ma solo in presenza di sito "nuovo". Non vado a rifarli se il sito non li presenta.

Martino Mosna - Voto 3

Pura questione di leggibilità/riconoscibilità.

Giuseppe Pastore - Voto 2

Lato utente può incidere notevolmente: se cerco una ricetta per fare una torta di mele non clicco su un risultato che mi parla di come avvitare i bulloni ma nemmeno su uno che mi parla di come cucinare la pasta.

Mariachiara Marsella - Voto 5

Ci lavoro per forzare il motore di ricerca a prendere la mia descrizione e non una casuale nella pagina, più come aspetto comunicativo che SEO. Questo per cercare di far comprendere al lettore che è la pagina giusta per quello che stava cercando, consapevole che Google non offre un vantaggio diretto.

Giorgio Taverniti - Voto 4

Per molte chiavi la vera sfida da vincere è quella con l'esperienza utente. L'esperienza inizia dalla lettura della description e dall'eventuale clic. Per questo motivo, anche se non c'è una reale correlazione "Presenza della chiave" -> "Posizionamento" come SEO non possiamo esimerci dal curare questo aspetto.

Marco Quadrella - Voto 3

Ci lavoro solo quando i clienti mi chiedono "ma il meta keyword?!" al che io rispondo "Google lo ignora ufficialmente dal 2005" ed il lavoro finisce lì.

Martino Mosna - Voto 1

ah ah ah.

Andrea Scarpetta - Voto 1

Non svolgo questa attività.

Flavio Mazzanti - Voto 1

La presenza di alt text significativi nelle immagini

Utilizzare un testo alternativo all'immagine è una buona pratica sia lato accessibilità che lato SEO: permette agli utenti ipovedenti o non vedenti ed ai bot di comprendere il contenuto dell'immagine.

Mensione speciale perché ci fa pensare, ogni tanto, ai temi dell'accessibilità. Ma anche volendo prendere in considerazione solamente aspetti strettamente legati alla SEO per le immagini, è irrinunciabile.

Marco Quadrella - Voto 4

Su progetti con poco contenuto testuale (es e-commerce), lavorare con le immagini in modo corretto è fondamentale.

Alessio Nittoli - Voto 4

Le immagini sono una grande opportunità, in settori competitivi alt text può portare notevoli vantaggi.

Elisa Contessotto - Voto 4

Creazione di una struttura informativa coerente e semplice da scansionare

L'architettura informativa è la struttura delle informazioni presenti sul sito: una buona struttura assicura una buona usabilità e una navigazione semplice, sia per gli utenti che per i motori di ricerca.

Secondo me è la base della SEO: un'architettura dell'informazione chiara e funzionale, che dosi il grado di importanza dei contenuti.

Alessio Pomaro - Voto 4

Una delle attività più importanti.

Massimo Fattoretto - Voto 5

Soprattutto su siti di grandi dimensioni ed ecommerce.

Michele De Capitani - Voto 5

Utilizzo di Optimize Delivery Network per split test

Una ODN è una piattaforma che si trova tra il server che ospita il tuo sito ed i tuoi utenti. Viene usata per raggruppare pagine cambiandone la struttura e servendole ad una parte dei tuoi utenti per eseguire split test.

Per ora ci muoviamo su strutture/metodologie più artigianali, ma sarebbe estremamente interessante riuscire a lavorare su tecnologie di questo tipo, che rendono i test SEO decisamente più replicabili e affrontabili con metodo, su strutture medio-grandi.

Paolo Dello Vicario - Voto 2

Attività che si configura più sotto la CRO, a mio avviso, su cui è opportuno che tutti si focalizzino in quanto un plus per i clienti.

Claudio Fiorentino - Voto 2

Lo utilizzo sempre più spesso per condurre test SEO in condizioni di sicurezza. Lo considero uno strumento ormai fondamentale nel pack di tools e attività di ogni SEO

Gianluca Fiorelli - Voto 5


2 - Ottimizzazione Generale



Qualche cliente, ancora legato a una versione mobile differente dalla desktop, ha necessità di grosse implementazioni aggiuntive per prepararsi al Mobile First Indexing: ad esempio devono rivedere il linking interno e inserire anche sulla versione mobile i mark-up di Schema.org. Tanti aspetti che comportano certamente lavoro aggiuntivo per l'agenzia. Tanti aspetti che dovrebbero, forse, far capire ai clienti quanto è alto il costo di non abbracciare rapidamente soluzioni scalabili e facili da manutenere come il responsive.

Marco Quadrella - Voto 4

Il mobile first indexing non è un "momento" preciso ma è un "modo" di considerare il sito web in ottica - in primis - mobile e questo perchè - banalmente - lo vuole l'utente (e di conseguenza Google). Google è stato (ed è molto chiaro) in merito: usano la versione mobile per "giudicare" il tuo sito web.

Mariachiara Marsella - Voto 4

Avrei voluto poter dire "ci lavoro spesso", e ultimamente è sempre più così, ma troppe volte mi trovo a lavorare con developers che il mobile ricordano a malapena cosa sia nel loro modus operandi, e confidano solo nell'uso di un theme responsive. Il mobile per loro non è una priorità, lo è solo la consegna, e non aiuta il fatto che il committente di solito usi un browser desktop per avere feedback, a volte anche da rete locale veloce. In pratica sono costretto a un "mobile-after", e devo fare pressione con diplomazia per sensiblizzare i developers senza metterli in cattiva luce con il cliente, e collaborare per le ottimizzazioni del caso, ahimè spesso dopo la prima consegna.

Federico Sasso - Voto 3

AMP

Molto importante per siti di news, finché mantengono le snippet in SERP. Per fortuna il costo di implementazione è basso.

Martino Mosna - Voto 3

Odio AMP e qualsiasi cosa Google crei per plasmare il web a suo piacimento

Giuseppe Pastore - Voto 1

Che lo si voglia o meno, AMP è entrato con prepotenza nel mondo dell'editoria e nessuno può far finta di non vederlo. Le richieste di intervento sono abbastanza frequenti e, ancora nella prima parte del 2018, molti clienti ci hanno contattato dopo aver avuto difficoltà di adesione allo standard o a ottenere performance soddisfacenti.

Marco Quadrella - Voto 4

TTFB Tite To First Byte, non deve essere più una sigla ma un punto di partenza per l'analisi e la miglioria della risposta del server.

Claudio Fiorentino - Voto 4

Una componente importante per migliorare l'usabilità e la facile fruizione del sito.

Enrico Altavilla - Voto 4

Molto importante per l'usabilità

Luca Bove - Voto 4

Velocità di rendering di HTML, CSS e Javascript

È possibile aumentare la velocità di caricamento del sito utilizzando alcune tecnologie come HTTP/2, caching, prerending, dynamic rendering. Stai lavorando con qualcuna di queste tecnologie?

Mi capita di lavorarci quando c'è una migrazione ad HTTPS oppure se c'è un restyling con nuove tecnologie, in particolare JS: fare un audit di un sito che usa pesantemente JS comporta la conoscenza di come Googlebot renderizza JavaScript (e i suoi framework) e di quali sono le criticità che si possono incontrare.

Alessio Nittoli - Voto 3

Vedi sopra. Sono un estremista su questo. O 100/100 su PSI o niente :) Scherzi a parte, punto al rendering perfetto.

Alessio Pomaro - Voto 4

Evito accuratamente di utilizzare Template commerciali, odio i Page Builder. Poche righe di HTML, poche righe di CSS, pochi Javascript. (e da qui si dovrebbe capire perché trovo AMP una cosa inutile :) )

Maurizio Palermo - Voto 5

Schema.org

I dati strutturati aiutano i crawler a comprendere meglio il contenuto della pagina. Aggiungono significato semantico alla pagina ed esistono differenti markup, tra cui il più utilizzato è Schema.org .

Sempre più essenziale, anche se Google è diventato molto bravo in “capire” il significato di un contenuto con dati non strutturati (vedi featured snippets è People Also Ask)

Gianluca Fiorelli - Voto 5

Schema.org è in continua espansione ed ancora più velocemente sta crescendo l'adozione di Google. In un mercato nel quale i CTR delle serp continuano a diminuire, essere rilevanti quando si appare è deterimante sia per gli effetti diretti (i click verso il sito che generiamo) sia per gli effetti indiretti (rilevanza, riconoscibilità del brand). Possiamo poi supporre che anche i dispositivi del futuro useranno sempre di più Schema.org e questo ne aumenta ulteriormente l'importanza.

Marco Quadrella - Voto 4

Schema.org è in continua evoluzione e questo ci "dice" qualcosa. Sicuramente è un "in più" che può aiutare il motore di ricerca a comprendere meglio il contenuto delle pagine. Il rischio di eccedere anche con informazioni non pertinenti e quindi di suscitare le reazioni poco simpatiche del motore di ricerca c'è e va considerato. Non è la panacea di tutti i mali insomma.

Mariachiara Marsella - Voto 3

Opengraph di Facebook

L'Open Graph è un protocollo utilizzato per integrare qualunque pagina web con i social media ed i suoi utenti.

Mi limito a fare sì che i tag og: siano generati e testare funzionino correttamente, lascio al social media manager il compito di valorizzarli.

Federico Sasso - Voto 2

Spesso richiedo la possibilità avere CMS che supportino la possibilità di personalizzare i campi per fb come titolo, descrizione e immagine

William Sbarzaglia - Voto 3

opengraph bella storia, ha una profondità di esecuzione incredibile, per quello che permette di fare lo utilizzo al 30/40%, e forse sto sbagliando

Stefano Salvadori - Voto 2


3 - Verticali e Altri Canali



Google Ads

Inteso come la creazione di campagne nella rete di ricerca

Il canale è il medesimo: SEO e SEA sono strettamente intersecati. Dalla fase di analisi alla parte di tracciamento dei ROI passando, ovviamente, per la generazione del traffico, ho sempre vissuto i due canali come collegati. Non c'è riunione che non parta da un'analisi "SEO or SEA" alla stregua del classico "MAKE or BUY".

Marco Quadrella - Voto 5

E' un'attività complementare al SEO. Molto importante, perché permette di presidiare meglio il canale di ricerca e gode di ottime sinergie (ad esempio, l'analisi delle parole chiave)

Martino Mosna - Voto 5

Attività fondamentale sotto diversi aspetti, in particalare vista come aumento della brand awareness e dall'ottenimento di dati importanti da sfruttare in ottica seo. Sfruttiamo inoltre la rete display e il remarketing sia in rete display, sia in rete di ricerca.

Flavio Mazzanti - Voto 5

Google News

Inteso come la strategia e creazione di contenuti includibili in Google News.

E' un terno al lotto. Non è affatto detto che pur rispettando tutte le linee guida specifiche per entrare in Google News si abbia poi "diritto" a entrare nella piattaforma.

Mariachiara Marsella - Voto 3

In passato ho trattato alcune strategie per GN, ma è una tipologia di cliente che non ho mai gestito in modo completo e strutturato.

Claudio Fiorentino - Voto 2

Lo trovo uno strumento importante ma non tutti hanno la possibilità/capacità di farlo diventare un canale redditizio

Maurizio Palermo - Voto 3

Google Maps

Inteso come strategie di ottimizzazione sul local pack per keyword geolocalizzate.

Sempre di più, poiché ormai è altissimo il numero di queries per cui Google intercetta un’intenzione di ricerca locale

Gianluca Fiorelli - Voto 4

Pochissimi clienti B2C ma per loro, sempre implementato.

Achille Falzone - Voto 3

Fondamentale e con il maggiore impatto nelle attività SEO Local insieme alle attività su Google My Business.

Flavio Mazzanti - Voto 4

Google Shopping

Inteso come strategie di ottimizzazione per le inserzioni su Google Shopping.

Nell'ottica di migliorare la presenza in serp per le sezioni a pagamento è un canale che non può non essere utilizzato dagli e-commerce.

Claudio Fiorentino - Voto 3

Un canale molto interessante che si sta via via saturando con l'ingresso dei brand. Lavorarci rimane importante, soprattutto se, da brand, dobbiamo difenderci dalla pressione dei rivenditori.

Marco Quadrella - Voto 3

Una sola attività in corso. Ritengo che sia fondamentale per ottenere soddisfazioni economiche in un Ecommerce.

Achille Falzone - Voto 3

Voice Search

Con l'arrivo di chatbot e personal assistant, l'utilizzo della ricerca vocale sarà uno dei grandi prossimi temi nella SEO.

Vedo da vicino cosa stanno combinando quelli che possono farlo e ai quali fa la differenza. E so che sta per arrivare l'ondata: i vantaggi più grandi si hanno nell'essere riconosciuti come fonte di dati ufficiali. Sì, interessanti le cose SEO, ma ad oggi i rapporti fanno la differenza qui. Diverso è la posizion 0, ma è di riflesso.

Giorgio Taverniti - Voto 2

Al momento sto recuperando le informazioni di che cosa cercano gli utenti con i messaggi vocali, ad es. un delle ricerche più frequenti è "chew tempo farà domani?"

William Sbarzaglia - Voto 2

Ultimamente me ne sto occupando molto, non solo come ottimizzazione, ma anche come studio di un concept comportamentale degli utenti.

Alessio Pomaro - Voto 4

Google Images

Inteso come strategie di ottimizzazione per la visibilità delle immagini su Google Images

Da tempo non porta traffico ma il recente cambio di visualizzazione, in cui hanno reinserito i link diretti, fan si che ci si possa di nuovo tornare a lavorare bene in futuro.

Michele Baldoni - Voto 2

Moltissimo da quando Google ha ricominciato ad apportare novità nel verticale. Personalmente, poi, sono un gran sostenitore delle opportunità che Immagini può offrire a livello di traffico perché vedo un’enorme potenziale di crescita della Ricerca Visuale

Gianluca Fiorelli - Voto 4

Sebbene le immagini abbiano sempre avuto un certo peso nell'ottica dell'ottimizzazione, ad oggi ho la sensazione che abbiano un ruolo ancora più importante rispetto a un paio di anni fa e la cura dei dettagli, quindi non solo l'immagine ma anche tutto quel che è "intorno" all'immagine, ha un peso.

Mariachiara Marsella - Voto 3

Strumento efficace, e potente che offre posizionamento di riguardo in serp rispetto a volte anche alle ads, sto testando il catalogo prodotti

Stefano Salvadori - Voto 4

Sto lavorando intensamente su questo, perché credo sia un aspetto fondamentale. Ultimamente ho integrato i dati di Google My Business sui report GDS per averli sotto controllo e fornirli al cliente.

Alessio Pomaro - Voto 4

Si a livello base più integrazioni tramite tag manager per arricchirle

William Sbarzaglia - Voto 2

Solo di tanto in tanto. Quello si che faccio spesso è usare Amazon come fonte di idee per KW transazionali e informative/commerciali

Gianluca Fiorelli - Voto 4

Come per il Voice Search argomento che è opportuno approfondire sia per gli aspetti SEO che per ADV.

Claudio Fiorentino - Voto 2

Come per Google Shopping, pochi strumenti, tanti concorrenti, una bella prova

Maurizio Palermo - Voto 3

YouTube ci insegna una cosa importante: puoi aver ottimizzato il video nel modo migliore possibile, arrivare anche primo rapidamente, ma se le persone non lo guardano scendi e non lo vedrà nessuno. Dedico molto tempo a questo :)

Giorgio Taverniti - Voto 5

Si! È sempre il secondo motor di ricerca la mondo, in più lo sto utilizzando molto in paesi stranieri emergenti dove ragazzi giovani stanno aiutando a livello tecnologico le aziende di famiglie. Mi è capitato di ottenere grossi risultati per far trovare clienti in Africa e Asia

William Sbarzaglia - Voto 4

Con Facebook in contrazione e grazie agli strumenti di analisi rinnovati, tanti brand stanno cominciando a guardare a YouTube per ottenere visibilità organica.

Marco Quadrella - Voto 4


4 - Contenuti



Il tempo speso nel fruire le risorse

Inteso come strategie che aumentano il tempo degli utenti sul sito e ne diminuisce il bounce rate.

L'obiettivo di far restare gli utenti sul sito è tipico di molti siti ma non di tutti; a volte l'utente raggiunge il proprio obiettivo in poco tempo e non necessita di proseguire con la navigazione. Per quei siti in cui gli utenti tendono naturalmente a spendere più tempo, definire strategie e tattiche volte a incentivare la permanenza ha invece molto senso.

Enrico Altavilla - Voto 4

Non un labirinto, ma un parco giochi! Con questo spirito affronto l'argomento, sempre per quello che serve. Se la persona deve fare una cosa semplice, la deve fare nel minor tempo possibile, non allungare il brodo.

Giorgio Taverniti - Voto 4

Dipende dal tipo di contenuto. Un post può avere tempi di lettura veloce, e un long form dovrebbe ovviamente averne lunghi. Più che altro mi concentro nel long click, ovvero nel migliorare le opportunità per cui il lettore passi ad altre pagine del sito invece di abbandonarlo una volta terminata la fruizione della pagina in cui sta.

Gianluca Fiorelli - Voto 4

In molti casi l'autore è la classica redazione e quindi risulta difficile aumentare la sua reputazione, ma dove non è presente tale situazione sicuramente è possibile lavorare affinché ogni autore abbia una buona reputazione grazie alel informazioni che lo riguardano presenti online.

Claudio Fiorentino - Voto 2

Si, ci sto lavorando, cercando di far trasmettere il più possibile l'autorevolezza di chi scrive il contenuto.

Alessio Pomaro - Voto 4

Curare questi aspetti va incontro all'obiettivo di creare un sito autorevole per veicolare informazioni e contenuti di qualità alle persone. Non si tratta di un elemento SEO "diretto", ovvero con influenza specifica sulla visibilità, ma va considerato un'attività SEO indiretta, visto che i motori hanno l'obiettivo di segnalare agli utenti i siti che presumibilmente sono più autorevoli di altri.

Enrico Altavilla - Voto 3

Potenzialmente interessante ma non lo giudico necessario. Per ora è pura speculazione.

Martino Mosna - Voto 1

Utile ma marginale.

Enrico Altavilla - Voto 2

Assolutamente si! È la funzione per me più importante della link building

Gianluca Fiorelli - Voto 4

Soprattutto su siti che trattano eventi che si ripetono negli anni (Natale, Capodanno, Pasqua e così via).

Alessio Nittoli - Voto 3

Mi capita di lavorarci poco ma rimane un obiettivo indispensabile per chi desidera curare la qualità dei contenuti mantenendoli aggiornati. Particolarmente utile in siti di settori in cui le informazioni vanno incontro a veloce obsolescenza.

Enrico Altavilla - Voto 2

Il web sta scoppiando di contenuti, alle volte crearne di nuovi non solo non ha senso ma può essere addirittura controproducente. Ne ho parlato su un articolo scritto su Linkedin intitolato "Contenuti duplicati, copiati o ridondanti: quali i più "gravi"??"

Mariachiara Marsella - Voto 5

Analisi del comportamento utente

Inteso come l'utilizzo e l'analisi dei dati forniti dai vari Yandex Metrica e Hotjar. Vengono usati per definire le aree di maggior interesse e l'utilizzo del sito da parte dei nostri utenti.

Utilizzando strumenti che consentono di capire come si "muove" l'utente nel tuo sito web è l'unico vero modo per capire se e dove modificare struttura e/o contenuti e soprattutto si impara a essere più umili: chi lavora in questo settore pensa di sapere già tutto mentre l'utente medio naviga e pensa in un modo del tutto diverso dal nostro.

Mariachiara Marsella - Voto 3

Oltre che gli strumenti indicati, conduco anche dei test di usabilità a dei campioni di utenti reali, in modo da avere non solo i dati, ma anche i processi di ragionamento che portano le persone a fare determinati compiti.

Alessio Pomaro - Voto 4

oltre a hotjar, per i piccoli progetti, facciamo delle call con gruppi di clienti per confronto.

Stefano Salvadori - Voto 3

Come la stagionalità impatta alcuni tipi di intenti

Avete mai avuto la sensazione che a ridosso di alcuni periodi dell'anno le SERP di Google cambino, mostrando un maggiore intento commerciale rispetto ad altri mesi dell'anno?

A cambiare nel tempo sono le query degli utenti e i siti che gli utenti selezionano e visitano. Google si adegua a queste nuove necessità, che a volte sono stagionali, altre volte legate a fenomeni straordinari o imprevisti.

Enrico Altavilla - Voto 3

Assolutamente sì ed è assolutamente normale. Questa osservazione, ovvero capire la stagionalità delle ricerca, andrebbe fatta in fase di analisi delle query anche per i siti multilingua: il clima in Spagna è diverso da quello in Italia, per esempio.

Mariachiara Marsella - Voto 4

Assolutamente si. Ho inoltre notato come anticipare la stagionalità e presidiare le SERP in anticipo ti garantisca spesso un posizionamento costante e quindi un importantissimo vantaggio competitivo.

Flavio Mazzanti - Voto 3

L'obiettivo di rendere visibili più pagine dello stesso sito nella stessa SERP è tanto sensato quanto rischioso. L'obiettivo si può raggiungere producendo contenuti che il motore può considerare simili tra loro. A volte il motore mostra più di una pagina del sito perché incerto su quale sia la più adatta a rispondere alla richiesta dell'utente, altre volte la sovrapposizione di contenuti tra le pagine può indurre il motore a mostrarne solo una, considerando l'altra eccessivamente simile. Se si è bravi, è possibile produrre pagine abbastanza diverse, ciascuna focalizzata su un aspetto diverso dello stesso tema, aumentando la probabilità che vengano selezionate entrambe dal motore per la SERP di una query generica. Altri metodi di cannibalizzazione possono essere ottenuti producendo grandi quantità di contenuti simili (per esempio pagine di immobili in affitto nello stesso quartiere), posto che il sito possieda un brand sufficientemente popolare o autorevole da indurre Google a suggerire all'utente due o più pagine sullo stesso tema.

Enrico Altavilla - Voto 2

Attività molto importante al fine di fornire ai motori di ricerca il corretto contenuto che vogliamo si indicizzi per la focus kw di nostro interesse. Capita spesso di dover de-ottimizzare contenti a favore di altri, anche con una strategia di linking interno.

Claudio Fiorentino - Voto 4

Provando a modificare i link interni verso le pagine che si cannibalizzano spesso si riesce a risolvere il problema.

Alessio Nittoli - Voto 3

Piano di Content Marketing con le varie tipologie di contenuti

Quanto stai lavorando non solo alla produzione di contenuti standard (tipo solo informativi), ma secondo un piano che distingua i contenuti diversi. Che sia quello Hygene, Hub e Hero oppure Pillar e altri.

Linee guida, visione e pianificazione fanno la differenza quando la parte tecnica non riesce più a portare vantaggi. E la possono fare più di ogni altro aspetto.

Marco Quadrella - Voto 5

Nella mia strategia content curo sempre i contenuti istituzionali (Hygene) e i contenuti pilastro a prescindere dal budget credo che questi non si possa fare a meno di curarli, è chiaro che riuscire a creare contenuti di altissima qualità e condivisibili sia la punta di diamante della strategia

Maurizio Palermo - Voto 4

Non ci lavoro direttamente ma fornisco ai team delle redazioni gli strumenti e il know how per poter farlo perchè, a mio avviso, scrivere di pancia va bene solo se hai un blog personale e possibilmente anonimo.

Mariachiara Marsella - Voto 5


5 - La Popolarità



Crescita della popolarità della home

Intesa come velocità di acquisizione dei link verso la homepage nel tempo.

Facendo link building è una cosa che monitoro con attenzione

Andrea Scarpetta - Voto 4

Focus sull'utente. Focus sui suoi ambienti. Diventare "la fonte" di riferimento.

Marco Quadrella - Voto 4

Seleziono clienti che ottengono popolarità come conseguenza naturale di un buon servizio offerto ai consumatori.

Enrico Altavilla - Voto 1

Crescita della popolarità di singole pagine

Intesa come velocità di acquisizione link verso pagine interne al sito.

Da alcuni mesi a questa parte sto lavorando molto sull'incrementare il linking interno e ad oggi posso dire che sta dando risultati se non uguali almeno simili a quelli che avrei avuto smazzandomi per anni in cerca di backlink di qualità, non sospetti, poco cari, pertinenti e via dicendo..

Mariachiara Marsella - Voto 3

Meno della home page, per me i contenuti fanno la differenza.

Giorgio Taverniti - Voto 2

Sempre. Cerco di analizzare e individuare le pagine a maggior traffico e quelle posizionate con chiavi importanti che diventano oggetto di aumento delle popolarità.

Achille Falzone - Voto 5

Anchor text nei link

Quale tipo di anchor text utilizzi maggiormente e con quale frequenza? Brand, URL nudo o chiave esatta?

Riconosco la grande importante, ma non arrivo alla manipolazione. Anzi, più naturale è, meglio è.

Giorgio Taverniti - Voto 1

Lascio che i link creati spontaneamente dal web possiedano le ancore che naturalmente gli utenti hanno dato loro. Invece di rincorrere stupide formulette sulla percentuale di brand o URL da citare nelle ancore, lascio che tali testi emergano in modo naturale.

Enrico Altavilla - Voto 1

Non faccio link building. Non è una cosa che dovrebbero fare i SEO.

Martino Mosna - Voto 1

Link artificiali

Sono inclusi tutti quei link che non si ottengono spontaneamente: PBN, schemi di link, article marketing ecc.

Si, lo faccio con frequenza, perchè in alcuni settore non c'è modo di ottenere altri link

Andrea Scarpetta - Voto 4

Su alcune tematiche è, ad oggi, impensabile non cercare di acquisire link in modo non del tutto naturale fermo restando che l'aggettivo "naturale" ha un significato decisamente soggettivo. Per Google può avere un significato negativo mentre io posso trovare "naturale" che un cliente metta il link al mio sito (solo che io non sono Google) :)

Mariachiara Marsella - Voto 4

Dal 2003 al 2004 mi sono divertito un sacco. Poi ho fatto un sacco di prove, test e via dicendo, Conosco, ma non ci lavoro.

Giorgio Taverniti - Voto 1

Attirare link in modo spontaneo

Ci stai lavorando?

Punto a siti con un potenziale inespresso, che può essere "liberato" per indurre utenti e altri siti a manifestare spontaneamente la propria soddisfazione.

Enrico Altavilla - Voto 4

È questa l'attività sulla quale mi concentro spesso, tra tutte delle categoria.

Giorgio Taverniti - Voto 5

Lavoro in ottica di contenuto non finalizzato all'ottenimento di link naturali ma finalizzato allo scopo di business che deve essere raggiunto. Lavorando così si ottengono di conseguenza diversi link naturali.

Flavio Mazzanti - Voto 2

Gestione reputazione in SERP

Include tutte le pratiche atte alla protezione delle keyword brand nelle SERP organiche di Google.

Può capitare che su keyword brand appaiano cloni fake (sia annunci Adwords che in SERP), per cui bisogna costantemente presidiare queste chiavi.

Alessio Nittoli - Voto 3

L'attivazione di alert ed il monitoraggio costante delle serp permette di identificare fin da subito pratiche di negative seo da gestire prontamente, tramite disavow ad esempio, al fine di preservare i siti da cali/penalizzazioni.

Claudio Fiorentino - Voto 4

Mi sono fatto un culo come una cesta ( scusate il francesismo) per un cliente clonato lo scorso anno, tra l'altro l'ho portato come case al festival 2018, per questa tematica, è un argomento sensibile e va valutato per complessità.

Stefano Salvadori - Voto 3

Parasite SEO

Per Parasite SEO si intende la creazione di contenuti su domini di terzo livello, generalmente sfruttandone l'autorità. Esempi: .medium.com, .weebly.com, tumblr.com ecc.

Abbiamo fatto dei test con cross domain canonical da siti molto autorevoli di recente (non piattaforme aperte, ma accordi commerciali), senza grandi risultati francamente.

Paolo Dello Vicario - Voto 3

L'ho fatto spesso in passato e qualche volta mi ha creato più fastidi che benefici, ora se faccio dei minisiti è perché mi servono per enfatizzare prodotti o servizi am più per l'utente che per la SEO

Maurizio Palermo - Voto 3

Ah, i tempi di deviantart a PR 8. Che bello il 2004.

Giorgio Taverniti - Voto 1


6 - I Miti



Chi sono io per impedire ai miei competitor di rimanere abbarbicati a dicerie, miti, semplicismi e minchiate varie?

Enrico Altavilla - Voto 3

La SEO ha bisogno di credibilità e di fare uno scatto importante. Nessun contenuto può avere la stessa lunghezza è la frase da cui partire per pensare bene all'idiozia di avere tutti articoli da 300 parole.

Giorgio Taverniti - Voto 3

Va bene solo per chi fa marketing al chilo

Andrea Scarpetta - Voto 3

Seguire il semaforo di Yoast

Ma il semaforo verde di Yoast davvero ci aiuta a migliorare la SEO?

Si, io faccio così: non metto nulla nel campo "keyword", così rimane spento per sempre.

Alessio Pomaro - Voto 3

No, se si crede che abbia magici poteri. Si, se si usa per quello che realmente è: un tool. Per esempio, se il rosso è perché non abbiamo messo la KW principale nel Title tag, allora ha senso. Quando però si parla di kw density...

Gianluca Fiorelli - Voto 3

Dobbiamo colpevolizzare in primis Yoast, ma anche la mentalità dei SEO tanto al chilo per cui uno score e delle check-list possano risolvere tutto (e allora sarebbe tutto ottimizzabile in automatico, e a che servirebbe il consulente umano?).

Federico Sasso - Voto 3

AHAHAHAH. (pausa) AHAHAHAHA.

Andrea Scarpetta - Voto 3

È stato un fattore importante per chi ha vissuto nel 1970.

Giorgio Taverniti - Voto 3

Vorrei rispondere "no comment" ma poi la keyword density del mio commento sarebbe sotto il 35% o forse sotto il 15%.

Mariachiara Marsella - Voto 3

Qui ci sarebbe un discorso lungo da fare. Gli emd non funzionano, ma nulla mi impedisce di creare un Brand a nome esatto tipo Mutui on line. A quel punto l'emd diventerebbe un brand e inizierebbe a funzionare per rispondere alle query navigazionali.

Michele Baldoni - Voto 3

Una volta si... adesso solo in casi estremi (kw di bassa competitività).

Gianluca Fiorelli - Voto 1

C'è un fondo di verità ed una correlazione positiva, nella fattispecie: tutti i link naturali verso il dominio contengono la keyword nell'anchor text. Se uno pensa che sia una magia, contento lui... non mi sbatto più di tanto per convincerlo del contrario.

Martino Mosna - Voto 1

Typosquatting

È un tipo di tecniche che si basano su errori di battitura commessi digitando un URL nel browser. Viene usato per sfruttare questi errori e dirottare l'utente su un sito diverso da quello che voleva raggiungere.

Raro a vedersi e Google ha risolto quasi sempre il problema.

Andrea Scarpetta - Voto 2

lo usato una volta per "halloween" "alloueen" "alloiun" "halowin" .... vado avanti?

William Sbarzaglia - Voto 1

In passato ci ho giocato, poi le cose nel tempo sono cambiate e continueranno ad evolversi perché sono gli utenti stessi ad evolversi, nonché i modi di ricercare le cose (vedi Voice Search).

Claudio Fiorentino - Voto 2

Sulla "SEO semantica" trovo più che altro sia un abuso del termine "semantica". Per quanto personalmente non ami sentire "buzzword" usate a sproposito o per dare un manto di credibilità alle proprie teorie, concedo a chi le usa che spesso cercano semplicemente di dare forma a dei concetti che in qualche modo potrebbero modellare grezzamente un sistema più complesso. Su LSI è un mito nel senso che è errato dire sia usato dai MdR, sarebbe da parte loro estremamente inefficiente usarlo. Non mi sento di escludere che uno strumento basato su LSI per lavorare su un limitato numero di documenti possa in qualche modo aiutare un consulente a ottimizzare dei testi. Trovo importante da parte della comunità SEO eliminare il mito "Google usa LSI".

Federico Sasso - Voto 2

Se parliamo solo di LSI, allora meglio andare a casa. Se parliamo di Semantica, allora il discorso è più ambiguo. Occhio, parlo di Semantica e non di SEO Semantica. Credo che sia rilevante, non come fattore di ranking ma come strumento logico per aiutare a Google a comprendere meglio il significato di un documento, quindi ampliare il valore della sua indicizzazione.

Gianluca Fiorelli - Voto 1

Se viene fatta bene potrebbe portare vantaggio competitivo nel futuro. Tuttavia per come è stata spiegata da alcuni "esperti", la SEO semantica si è ridotta all'utilizzo di sinonimi per provare a diluire la densità delle keyword. Se invece si parla di triple rdf, dati strutturati ed entità allora sì, è un tema da monitorare.

Alessio Nittoli - Voto 1

HTTPS è un fattore di posizionamento

Avere un sito in HTTPS dà una spinta ai posizionamenti?

Google è stata molto ambigua in passato. Oggi nessuno di noi si sognerebbe di dire al cliente di non usare HTTPS, per cui molto pragmaticamente se il cliente è disposto a comprendere solo una asserzione categorica, non mi preoccupo più di tanto di educarlo, mi basta accetti di migrare a HTTPS (ok, qualche parola la spendo, ma più sui benefici potenziali di HTTPS).

Federico Sasso - Voto 1

Dopo il passaggio da HTTP ad HTTPS non ho notato cambiamenti sostanziali di posizionamento e di conseguenza di traffico.

Achille Falzone - Voto 1

Fattore no... al massimo fattore negativo (come la velocità di un sito). Poi, se far credere che sia un fattore di ranking facai che sempre più siti siano sicuro per chi li usa... non mi da fastidio che alcuni se lo credano.

Gianluca Fiorelli - Voto 1

Non mi pongo il problema e onestamente non ho il tempo di verificare se quello che si dice in giro (chi sì, chi no) sia vero. Per me i Social sono importanti punto e basta, a prescindere dalla SEO.

Mariachiara Marsella - Voto 1

Ne sento parlare sempre meno francamente..

Paolo Dello Vicario - Voto 1

Anche la marmotta che incartava la cioccolata aveva una grande influenza SEO.

Giorgio Taverniti - Voto 3

Sito non verificato su Search Console

Si vocifera che avere il sito verificato su GSC (ex Webmaster Tool) aumenti il posizionamento organico. Ne vorresti ancora sentir parlare?

Voce senza molto senso, ma come per altro.. ma se serve a far utilizzare GSC in modo più massiccio..

Paolo Dello Vicario - Voto 1

Crederci o no non credo comporti problemi, di fatto consiglio sempre di verificare il sito su Search Console perchè ad oggi è un ottimo strumento di diagnostica così come Yandex, per cui fatelo (fatelo...se tutto sta a posto :) ).

Mariachiara Marsella - Voto 1

è sempre un argomento interessante per farsi due risate

Giuseppe Pastore - Voto 3


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